Apro questo post con una dovuta richiesta di scuse da parte mia: non sono riuscito durante tutta questa settimana ad occuparmi del blog per via degli esami che sto preparando. Lo so che non ve ne frega nulla e che probabilmente sareste stati anche meglio se questo post non fosse uscito, ma tant'è, lo sto scrivendo proprio ora, e per vostra sfortuna sarà il primo di una miniserie di post dedicati agli storici televenditori trash che hanno popolato l'ultimo decennio di televisione. Contrattempi permettendo, ovvio.
Il primo è totalmente dedicato ad un eroe delle telepromozioni e televendite urlate, delle ladrate perpetrate spudoratamente via etere, di quel modo così affabulatorio e cialtrone di prendere per il culo gli ingenui telespettatori che passavano il tempo di fronte alle sue televendite di gioielli/pezzi di vetro su Telemarket, per oltre un decennio. Sto parlando dell'inimitabile Sergio Baracco.
Sergio Baracco è stato nel bene e (soprattutto) nel male protagonista della tv italiana e del suo modo di fare comunicazione: i suoi modi di volta in volta sempre più ridicoli ed esagitati hanno ispirato persino due emeriti cretini che vedrei volentieri colare a picco coi piedi nel cemento come i Fichi d'India, il mitico "vubino Buvman" da lui smerciato in varie occasioni assurge ad autentica icona del decennio appena trascorso, comunicativamente parlando s'intende. Il suo caratteristico cambio di tono della voce nel momento in cui l'annuncio o l'offerta presentata raggiungeva il culmine del vantaggio (furto) proposto ha fatto scuola, e ci manda ancora oggi in visibilio il solo risentire quella rapida variazione, da ossesso a calmo e flemmatico, e viceversa, il tutto in un unico, meraviglioso, aulico attimo di paradiso! Godetevi le sue migliori performance, direi che parlano da sole.
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martedì 9 febbraio 2010
mercoledì 13 gennaio 2010
CHE CI FATE QUI?
Salve a voi, egregi visitatori. Mi sorprende che non abbiate niente di meglio da fare che visitare il mio blog (che sò, zappare campi o bearare piante). Comunque sia, cercherò di spiegarvi con quale finalità questo spazio è stato creato. No, non è per insozzare spazio web altrimenti malinconicamente vuoto, avete sbagliato; questo blog parla di comunicazione, in senso stretto e in senso lato, ovvero toccando anche temi che magari a prima vista poco centrano ma che grazie ad esaustive (esaustive?) spiegazioni troverete perfettamente coerenti con il tema proposto.
Pubblicitette, così si chiama questo blog, propone tutto il meglio (se così si può definire) e il peggio, il ridicolo, l'inusuale della comunicazione in generale, a titolo esemplificativo. Pubblicitette è un blog fresco, non si dilunga in spiegazioni infinite e dettagliate di argomenti tecnici palesemente copiate e incollate da qualche altro sito. Punta a divertire, con fare ironico, a dimostrare, a parlare in maniera diretta con voi che state perdendo diottrìe davanti al monitor per leggere ciò che sto scrivendo. Il titolo non richiama nulla di scabroso o indecente, semplicemente è un modo per attirare l'attenzione come ogni pubblicità o prodotto comunicativo deve fare se vuole farsi notare e vendere, e me ne frego altamente del senso etico. Se vi piace così, seguitemi pure, altrimenti la porta del bagno sta a cinquanta metri alla vostra destra, quindi andateci.
Pubblicitette, così si chiama questo blog, propone tutto il meglio (se così si può definire) e il peggio, il ridicolo, l'inusuale della comunicazione in generale, a titolo esemplificativo. Pubblicitette è un blog fresco, non si dilunga in spiegazioni infinite e dettagliate di argomenti tecnici palesemente copiate e incollate da qualche altro sito. Punta a divertire, con fare ironico, a dimostrare, a parlare in maniera diretta con voi che state perdendo diottrìe davanti al monitor per leggere ciò che sto scrivendo. Il titolo non richiama nulla di scabroso o indecente, semplicemente è un modo per attirare l'attenzione come ogni pubblicità o prodotto comunicativo deve fare se vuole farsi notare e vendere, e me ne frego altamente del senso etico. Se vi piace così, seguitemi pure, altrimenti la porta del bagno sta a cinquanta metri alla vostra destra, quindi andateci.
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